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CELIACHIA: CHE COS’ E’, COME SI MANIFESTA, A CHI RIVOLGERSI.

La Malattia Celiaca (o Celiachia) è una infiammazione cronica dell’intestino tenue, scatenata dall’ingestione di glutine. Secondo l’AIC (Associazione Italiana Celiachia), “la celiachia riguarda l’1% della popolazione italiana”, quindi 600.000 persone. La diagnosi è molto lunga, infatti ancora oggi c’è bisogno di circa 6 anni per diagnosticare la patologia dopo la comparsa dei primi sintomi. Circa 400.000 sono i pazienti facente parte della cosiddetta “porzione nascosta dell’iceberg della celiachia”, cioè quelle persone che soffrono di disturbi importanti tipici del morbo celiaco ma che ancora non sono state inquadrate come tali.

Sono diversi gli organi e le associazioni impegnate nella sensibilizzazione della popolazione e nella diffusione di informazioni relative alla patologia, al fine di aiutare un maggior numero di persone possibili. Una su tutte troviamo l’AIC che scrive: “i pazienti e i medici hanno un ruolo fondamentale nel riconoscere la celiachia nelle sue forme più svariate”.

CHE COSA E’ IL GLUTINE?

Il glutine è un complesso proteico presente in alcuni cereali, quali frumento, segale, orzo, farro, spelta, grano Khorasan (spesso in commercio come KAMUT®), triticale (per conoscere tutti i cereali vietati ai celiaci, visita le pagine dedicate all’ABC della dieta senza glutine)[1].

QUALI POTREBBERO ESSERE I SINTOMI DEL MORBO CELIACO?

Innanzi tutto dobbiamo dire che la celiachia può colpire a qualsiasi età, quindi sia nel bambino che nell’adulto. Nel primo la sintomatologia gastroenterica passa in secondo piano. Secondo quanto tratto dal sito dell’AIC “in genere prevalgono altri sintomi, quali deficit dell’accrescimento staturale e/o ponderale, ritardo dello sviluppo puberale, dolori addominali ricorrenti e anemia sideropenica (o anemia da carenza di ferro) che non risponde alla somministrazione del ferro per via orale”.

Per quanto riguarda l’adulto invece, le manifestazioni cliniche sono diverse: spesso ci sono problematiche a carattere malassorbitivo con relativa insufficienza dell‘assorbimento di nutrienti, come ad esempio calcio e ferro. Inoltre si presenta molto spesso diarrea e perdita di peso. Oltre alle problematiche gastrointestinali ci sono anche altre sintomatologie importanti che coinvolgono il resto del corpo: crampi, debolezza muscolare, formicolii, emorragie, gonfiore alle caviglie, dolori ossei, facilità alle fratture, alterazioni cutanee, afte, disturbi psichici.

Esistono infine molte persone che non hanno problematiche o sintomatologie evidenti ma che arrivano a una diagnosi di celiachia in quanto parenti di primo grado di pazienti già conclamati.

COME SI FA LA DIAGNOSI?

Gli unici mezzi per identificare la malattia celiachia sono: analisi del sangue e biopsia della mucosa duodenale in corso di duodenoscopia. Gli accertamenti diagnostici per la celiachia devono necessariamente essere eseguiti a dieta libera (dieta che comprende il glutine), in quanto una dieta priva di glutine preventiva potrebbe “nascondere” gli effetti dello stesso sulla muscosa intestinale, rendendo difficile la diagnosi.

A CHI RIVOLGERSI?

La figura di riferimento per la ricerca e la gestione della malattia celiaca è sicuramente il medico gastroenterologo. Una volta individuata e diagnostica subentra la figura del nutrizionista il quale dovrà escludere il glutine dalla sua dieta (facendo attenzione anche alle contaminazioni) e creare un piano alimentare bilanciato per evitare carenze nutrizionali future.

[1] https://www.celiachia.it/celiachia/il-glutine/

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